FESTA TESSERAMENTO ARCI 2010

Perché tesserarsi con noi?
Con la tessera ARCI puoi entrare gratuitamente nei locali convenzionati e usufruire di sconti sui concerti ed è anche un modo per sostenere simbolicamente la nostra associazione.

UNISCITI A NOI!

Domenica 28 febbraio festeggiamo il tesseramento alle 18.30 allo circolo ARCI Zerbini in Via Bixio.
Per l’occasione incontreremo i ragazzi di LIBERA Parma che ci presenteranno l’associazione facendo il punto sulla situazione del nostro territorio.
Seguirà un aperitivo con il vino della cooperativa Liberaterra!

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A domani!

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Non tagliateci il futuro!

Sinistra Studentesca Universitaria esprime la sua forte preoccupazione rispetto alle decurtazioni previste sul Fondo di Finanziamento Ordinario e denunciate dal Rettore sulle testate locali nella giornata di ieri.
Il taglio del 9% che si materializzerà per il 2010 va addirittura oltre le previsioni iniziali che prevedevano una riduzione che si aggirava intorno al 7,8% nel 2013, e comporterebbe una chiusura in negativo del bilancio preventivo con la conseguente riduzione forzata di alcune spese.
Ciò che più ci spaventa sono i criteri per l’applicazione di questi tagli. Mentre infatti non saranno toccati gli stipendi del personale docente e amministrativo, una sottrazione netta subiranno i settori di ricerca e sviluppo, oltre alle spese ordinarie come luce e riscaldamento. Se a questo si aggiunge un possibile ulteriore aumento sulle tasse degli universitari, si capisce la delicatezza della situazione che si appresta ad affrontare l’Ateneo di Parma e con esso i suoi studenti.

Un’università privata del suo mezzo principale di sostentamento e che non può investire sul proprio futuro è poco attrattiva per chi ritiene questo luogo un punto di partenza per costruire il proprio domani e rischia di diventare classista se inaccessibile a tutti.
Alla luce di ciò Sinistra Studentesca insieme alla denuncia dello stato comatoso dell’Università pubblica, lancia a tutti gli studenti di Parma, alle altre forze rappresentative dell’Ateneo e alle forze politiche che criticano la Riforma Gelmini nel suo complesso, un appello per la difesa di ciò che tutti quanti amiamo e intendiamo preservare e che quotidianamente subisce l’aggressione da parte di questo Governo.
Superiamo diffidenze e antipatie e torniamo a discutere pubblicamente: l’Università pubblica ci appartiene e il futuro è di chi lo ricerca!

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Il nuovo esecutivo

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Flora Schettino: responsabile studenti fuori sede

Carlotta Pontrelli: responsabile dell’iniziativa politica

Mirko Petronelli: COORDINATORE

Piera Rovito: responsabile organizzazione

Tommaso Corvino: responsabile adesioni e servizi per gli studenti

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II Congresso SSU: La relazione del Coordinatore

Care compagne e cari compagni,
quando ho pensato a cosa dirvi oggi, mi sono ripromesso di non scrivere una relazione troppo lunga, dal momento che qui la maggior parte di voi mi conosce come logorroico e rompipalle (non a caso la mia candidatura al coordinamento, all’insegna della migliore tradizione, dato chi mi ha preceduto).
Comincio allora con il dirvi: “Finalmente ci siamo!”, finalmente siamo arrivati a celebrare questo importante momento, dopo un percorso non poco complesso, a tratti tortuoso, che però ha permesso a tutti noi di discutere e confrontarci, di identificarci e di condividere determinati valori che hanno costituito le fondamenta di tutto il lavoro fatto per arrivare a questo giorno di democrazia, e che saranno certamente un vademecum per gli obiettivi futuri che vogliamo raggiungere.

E allora permettetemi innanzitutto di fare un ringraziamento a chi ci ha guidato fino ad oggi, facendo crescere la nostra associazione e scommettendo su di essa, sul suo ruolo e sulle sue ambizioni all’interno dell’ateneo e non solo, permettendole di rendersi protagonista nelle battaglie che essa ha portato avanti al fianco degli studenti per la tutela dei loro diritti.
Francesco, hai colto e affrontato una grande sfida, per nulla semplice, e l’hai fatto attraverso il lavoro quotidiano e la lotta per il riconoscimento delle libere scelte, coerenti queste ultime con la cultura che avevi del mondo associativo, e allo stesso tempo rispettose e garanti delle diverse sensibilità all’interno del gruppo.
Sei stato qualcosa di più di un coordinatore, ci hai insegnato cosa vuol dire formare un gruppo, viverlo e condividerne vittorie e sconfitte, mettendoci sempre la stessa dote di entusiasmo e orgoglio di appartenenza: se oggi siamo diventati ciò che siamo è merito tuo (purtroppo) ;).

Oggi noi siamo chiamati a cogliere il grosso patrimonio che tu e tutti coloro che hanno lavorato in questi anni nella nostra associazione, ci avete lasciato.
Lo facciamo in un momento non facile per l’Università italiana, che con il DDL Gelmini rischia di aziendalizzare l’università confondendo il pubblico con il privato, e scaricando i costi di gestione su lavoratori e studenti, attraverso una violazione spregiudicata della nostra Costituzione, in particolare nel punto che riguarda la pari eguaglianza dei cittadini.

Il taglio netto, infatti, previsto sul Fondo Funzionamento Ordinario dell’1% già nell’anno 2009, destinato a raggiungere quota 7,8% nel 2013, è un chiaro attacco all’Università pubblica, che mira a sancirne il declino definitivo, in nome di un’università classista, inaccessibile per coloro i quali sono privi degli strumenti economici adeguati.
A questo si aggiungono l’accentramento eccessivo dei poteri di “governance” del C.d.A. rispetto al Senato Accademico, con il rischio che quest’ultimo diventi un “luogo di mercato” per i privati e un rifugio per i politici di turno trombati nelle tornate elettorali, il taglio netto del Personale Tecnico Amministrativo, e la previsione di modifica forzata degli Statuti universitari, prevedendo in caso contrario l’ipotesi di commissariamento.
Va infine ricordata la “Legge-delega” di riforma sul diritto allo studio al vaglio del Parlamento, che non detta linee sufficientemente chiare per la tutela degli studenti meritevoli ma in condizioni poco agiate.

Un’università commercializzata e svilita del suo ruolo è l’ultima cosa che gli studenti possano desiderare e noi continueremo a farci portavoce del loro malcontento ribadendo il concetto che le linee-guida dell’attività accademica devono essere impostate ancora su logiche culturali e di sviluppo paritario, senza reprimere la coscienza critica e il libero pensiero.
Cercheremo per questo di fare partecipazione attiva e ci impegneremo ad aprire, fin da subito, un tavolo di confronto e di dibattito con le altre associazioni che operano attivamente all’interno dell’Ateneo, perché il nostro compito non si fermi solo alla protesta ma porti agli studenti anche delle proposte concrete sulla nostra idea di università.

Oltre alle vicende di respiro nazionale, non dobbiamo però dimenticare quello che è il nostro rapporto con il territorio e con la città di Parma.
In questi due anni ci siamo resi protagonisti di numerose iniziative sul tema della “cittadinanza studentesca”, ed abbiamo collaborato attivamente con i partiti di sinistra, in particolare con il Partito Democratico, nel portare avanti alcuni progetti, sviluppati poi sotto forma di delibere in Consiglio comunale dai consiglieri stessi.
Queste delibere avevano una funzione propositiva oltre che di indirizzo, e allo stesso tempo sono state un metodo efficace per sensibilizzare l’amministrazione verso il tema della vivibilità degli studenti universitari a Parma.
In particolare, ha avuto buon successo quella che prendeva il nome di “Parma città universitaria”, e il fatto che sia stata votata all’unanimità è stato un buon segnale politico circa la disponibilità ad aprire un tavolo di confronto con la popolazione studentesca.
Sono però da ricordare alcuni impegni non rispettati dall’attuale Giunta riguardo ad una serie di temi particolarmente cari agli studenti, come i contratti di locazione “garantiti” al fine di calmierare i prezzi sul mercato, l’impegno di alloggiare 200 studenti in appartamenti di proprietà del comune e i Centri di Aggregazione Giovanile, per i quali l’Amministrazione non ha ancora le idee chiare sull’uso che vuole farne.

Il tema della “cittadinanza studentesca” mediante lo strumento delle delibere è solo uno dei tanti modi per interagire con l’amministrazione della città.
Uno dei nostri obiettivi è infatti quello di tornare a parlare con Comune e Provincia della “consulta degli studenti”, ad oggi l’unico strumento in grado di aprire un confronto a 360° tra la popolazione studentesca, vagliando le esigenze di questa e rispettando le varie sensibilità che emergono all’interno del dibattito.
La “consulta degli studenti”, ricordo, è già stata approvata in una delibera-quadro dall’amministrazione comunale, ma non si è mai realizzata in termini concreti.
Parma è una città che conta all’incirca 30.000 studenti; essi costituiscono un’enorme risorsa per l’economia che non può essere ignorata.
Siamo stanchi di vivere in una “città-vetrina” che offre un buon servizio universitario rispetto alla media nazionale, ma che non si adopera per diventare a misura di studente.
Non dobbiamo peraltro dimenticare che una gran parte di quei 30000 studenti che ad oggi ruota intorno alla città di Parma è “fuorisede”.
E’ importante sottolinearlo perché questa fascia di studenti è la meno tutelata, quella che ha più difficoltà di inserimento e che è spesso esposta ai rischi del mercato degli affitti in nero.

Anche per questo, è necessario tornare a confrontarci con le amministrazioni su temi come il “welfare studentesco” e le “politiche di sviluppo per i giovani”, e la Consulta degli studenti può rappresentare un luogo e al tempo stesso un “metodo” per affrontare determinate discussioni.

Noi nel frattempo, pur nel nostro piccolo, dobbiamo promuovere ogni tentativo che incentivi gli studenti a migliorare il proprio rapporto con il territorio, cercando di offrire loro un sostegno significativo durante l’iter universitario, in particolar modo nei primi anni, che sono i più critici, soprattutto per i fuorisede.
Lo faremo mettendo loro a disposizione ulteriori servizi rispetto a quelli proposti finora, come quello che avevamo pensato di lanciare “online”, che possa cercare di fornire risposte adeguate per quel che riguarda quesiti come quelli sulla “vita da fuorisede” e sull’Ateneo di Parma in generale.
Inoltre come associazione continueremo ad organizzare iniziative politiche e culturali che contribuiscano allo stimolo e all’arricchimento della formazione extra-curriculare.

Non dobbiamo tuttavia dimenticare che il nostro compito, la funzione principale dell’associazione, è quello di fare rappresentanza all’interno di tutto l’Ateneo, e non solo di singole facoltà.
I risultati ottenuti alle scorse elezioni penso che lo abbiano dimostrato, facendo della nostra associazione la terza forza politica rappresentativa all’interno della nostra Accademia e aprendo una riflessione sul ruolo che essa intende esercitare nei prossimi anni in un quadro complessivo di rappresentanza.
E’ stato questo un grosso risultato per l’intera organizzazione che ha mostrato autonomia, indipendenza e capacità di coordinamento attraverso le buone idee, nonostante le evidenti difficoltà logistiche ed economiche.

Il nostro compito è ora quello di crescere, e possiamo farlo partendo da un impegno costante di nell’occuparci dei diritti degli studenti all’interno dei consigli di facoltà in cui siamo presenti, ma allo stesso tempo curando gli interessi dei ragazzi che frequentano le facoltà in cui non abbiamo una forte rappresentanza attiva.
Ciò possiamo farlo attraverso il contatto con essi, l’avvicinamento alle loro problematiche e il suggerimento di un modello garantista che sia di controllo, informazione e proposta.
Solo il modo diretto di rapportarci agli studenti, infatti, può consentirci di offrire un’idea diversa di Università pubblica rispetto a quella che viene oggi mutuata dal Governo.
Solo la consapevolezza di essere noi stessi i “diretti fruitori del sapere” può darci la giusta determinazione per portare avanti le quotidiane battaglie all’interno dei singoli organi, nell’ottica più generale di un rilancio dei concetti di “sapere” e “merito”, spesso trascurati anche all’interno del nostro Ateneo.
La rappresentanza dunque dobbiamo intenderla come difesa generale di un diritto, con la consapevolezza, per usare una frase di Cavallotti, che i diritti non nascono che dal dovere compiuto, e che quindi fare rappresentanza rientra tra i doveri della nostra associazione.
Il dovere inteso come servizio allo studente è un tema importante che ho più volte richiamato ed è anche uno dei temi più importanti all’interno della nostra associazione.
Abbiamo discusso spesso sulle reali esigenze degli studenti e su quello che noi, come associazione, potenzialmente possiamo mettere a loro disposizione. Da qui la necessità di potenziare le informazioni attraverso la comunicazione, dedicando ad esempio intere sezioni ad alcuni temi particolarmente delicati, e l’idea di aprire un centro-servizi per gli studenti, offrendo ad essi un luogo in cui studiare e socializzare. Sappiamo bene delle difficoltà che ci sono per la realizzazione di quest’ultimo, ma ciò non toglie che ci impegneremo nel valutare quali sono le reali e concrete opportunità che abbiamo al netto degli impedimenti.

A proposito di temi particolarmente delicati, dobbiamo tenere quotidianamente aggiornati alcuni argomenti nell’agenda politica dell’associazione, tra i quali senza dubbio vi è il diritto allo studio.

Il diritto allo studio, come abbiamo scritto anche nel documento politico che oggi approveremo, lo riteniamo un “punto-cardine” nella nostra attività e la sua difesa non può che passare attraverso la rappresentanza e il confronto quotidiano con i vertici di Er.go e l’assessorato per il Diritto allo Studio.
Il dialogo già in passato ci ha permesso di ottenere risultati apprezzabili, primo fra tutti l’eliminazione delle graduatorie separate tra studenti italiani ed extracomunitari, per il conseguimento del quale l’associazione ha esercitato pressioni a livello regionale.

Oggi pare che la situazione in Emilia-Romagna stia procedendo verso un potenziamento e un miglioramento dei servizi offerti agli studenti, ma non possiamo dimenticare alcune criticità, come il costo eccessivo del servizio di ristorazione per coloro che non usufruiscono della borsa di studio e la verifica a posteriori dei requisiti di merito.
Proprio per questo motivo continueremo a colloquiare con le istituzioni, vigilando attentamente sull’operato dell’ente regionale, controllando l’entità e la qualità dei servizi da esso erogati, e denunciando ogni disservizio e malfunzionamento del sistema di erogazione dei benefici.

La discussione: essa è ancora una volta il nucleo essenziale della nostra attività, un elemento fondamentale da tenere presente nel lavoro che andremo a svolgere da qui ai prossimi anni.
E’ importante tanto nei rapporti con le istituzioni, quanto nell’interconnessione quotidiana con le altre forze in campo, siano esse politiche o sindacali.
La discussione ritengo che sia, e qui mi piace richiamare un altro punto del nostro documento, un anticorpo democratico essenziale nella nostra società che ci permette di lanciare una sfida sui temi.
Dobbiamo constatare come quest’ultima sia stata già accolta con favore da alcuni soggetti, come il Partito Democratico e l’associazione culturale Sui Generis, con i quali oggi la nostra associazione ha un rapporto quotidiano, che intende proseguire non facendo certamente mancare il suo contributo programmatico.
Nuovi ed importanti punti sono posti all’ordine del giorno: uno di essi è la questione della nascita dei circoli universitari, sui quali fin da ora diamo la nostra disponibilità a confrontarci e a spenderci in prima persona per favorirne il processo di sviluppo, perché crediamo nella bontà del progetto e nella capacità di quest’ultimo di mettere a disposizione di tutti noi nuove risorse umane.

La sfida sui temi è sicuramente imprescindibile anche nella costruzione delle alleanze con gli altri soggetti universitari: queste ultime continueranno ad avere per noi come momento necessario il confronto concreto sui programmi e sulle idee. Esso tuttavia, è strettamente legato ad un riconoscimento della nostra associazione e della sua legittimità ad operare anche all’interno degli organi di Governo dell’Ateneo.
Di sicuro con gli altri soggetti della sinistra partiamo avvantaggiati dalla presenza di un valore comune, che è quello di considerare al centro della propria attività lo studente, sempre come “scopo” da raggiungere e mai come semplice mezzo da “usare”.
La partita che ci attende da qui ai prossimi due anni non è affatto semplice, ma siamo fiduciosi di poterla giocare bene, se mettiamo fin da ora a disposizione tutte le forze disponibili.
I nostri progetti fin da quando siamo partiti sono sempre stati contraddistinti dalla capacità di sognare in grande: oggi abbiamo la consapevolezza che tale capacità è la vera chiave di volta per la loro realizzazione.
La nostra prospettiva è quella di realizzare una piccola rivoluzione.
Questa rivoluzione, riprendendo le parole del Compagno per antonomasia, dipende da noi, nella misura in cui saremo capaci di modellare il nostro spirito rivoluzionario.
Compagni, se non saremo in grado di dare a tutto delle risposte, almeno ci avremo provato ad allargare l’ambito delle domande facendolo con passione, dedizione e, soprattutto, insieme!

Mirko

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Così la stampa ha detto del congresso

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devanna4Tra loro si chiamano “compagni” e rifiutano l’etichetta di “Tv generation”, come dice il segretario uscente Francesco De Vanna (nella foto a destra). Sono gli aderenti a Sinistra studentesca universitaria di Parma (Suu), riuniti a congresso per eleggere il nuovo responsabile. L’appuntamento è alle 15.30 al circolo Zerbini di via Bixio, si entra inisieme ai ‘non giovanissimi’ del cicchetto al bar. Pronte sulle sedie, in un salone a lato del biliardo, stanno cartellette rosse e badge modello congresso di partito. Seduti in platea ci sono circa 60 studenti tra cui Mirko Petronelli, il nuovo coordinatare di Suu (nella foto in basso). Brindisino, 23 anni, iscritto a Giurisprudenza – la roccaforte di destra dell’ateneo nostrano – Petronelli verrà acclamato a fine seduta. Per i prossimi due anni guiderà gli universitari dell’associazione. Obiettivo: “Sognare a sinistra uniti”, come recita lo slogan del congresso. Sulle cartellette, accanto allo spot, sta anche il logo dell’evento: una sagoma di fanciulla portata in cielo da otto palloncini. ”Noi siamo quelli che continuano a credere, nonostante tutto, allo studio e all’università – dice nella sua relazione finale De Vanna, brindisino anche lui – altro che bamboccioni e generazione cresciuta con la tv”. Applauso, sorrisi. A moderare il dibattito c’è Matteo Caselli, consigliere comunale del Pd (”amici e compagni” dice lui per l’esattezza).

petronelli3A indicare la strada, all’inizio della seduta, è invece Simona Caselli: la donna che alle europee di maggio superò papi Berlusconi (senza però essere eletta). “Occorre internazionalizzare l’università di Parma – esorta – puntando soprattutto sul diritto allo studio e, in particolare, sull’edilizia per gli studenti. L’idea – propone – potrebbe essere quella degli affitti a canone sociale già usati per le famiglie”. Il tema è assai caro a Suu, su un fascicolo di dieci pagine consegnato ai partecipanti il diritto allo studio figura tra i primi punti. In platea ascoltano anche Carmen Motta, deputata parmigiana del Pd, Mario De Blasi capogruppo Pd in Provincia, e Franco Torreggiani, altro consigliere comunale di minoranza che punta il dito contro l’amministrazione cittadina: “La giunta si occupa di università solo in termini di cementificazione – attacca – interessandosi soltanto del Tecnopolo e trascurando il tema della conoscenza”. Poi via agli interventi degli iscritti a parlare. I temi sono il rapporto con le altre associazioni, l’integrazione e la diversità come ricchezza, la partecipazione democratica, i mezzi di comunicazione. Spetterà a Mirko Petronelli, il “compagno” che viene dal fortino di destra, far volare alta quella sagoma di fanciulla stretta ai palloncini del sogno.

http://universita-parma.blogautore.repubblica.it/2010/02/12/sinistra-universitaria-cambio-al-vertice/

IN BOCCA AL LUPO, MIRKO!

Grazie, Francesco!

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