L’università di Parma - dopo aver ospitato, la scorsa settimana, Romano Prodi per ragionare e suggerire una strada che possa portare ad uno sviluppo duraturo partendo proprio dall’equilibrio di bilancio come elemento fondamentale per liberare risorse da destinare alla crescita economica e sociale del Paese e dei territori- ospiterà, il 4 Dicembre, nell’Aula Magna dell’Università, alle 16, Gherardo Colombo.
Il Consigliere della Suprema Corte di Cassazione terrà la lezione La cultura delle regole e la Costituzione. Il Rettore Gino Ferretti gli conferirà la Medaglia d’argento dell’Università di Parma, con cui Colombo collabora da molti anni.
L’Università di Parma apprezza, soprattutto, la dedizione all’insegnamento che, per anni, Gherardo Colombo ha dimostrato incontrando i giovani in ogni ordine di scuola, per discutere su i valori e i principi della Costituzione della Repubblica, unico fondamento della giustizia.
Introdurranno l’incontro il professor Bardulla, direttore del Dipartimento di Scienze della formazione, l’avvocato Arrigo Allegri e Carlo Rossetti, docente di Sociologia Generale.
Sinistra universitaria protesta
contro il Comune PARMA, 24 NOVEMBRE - La Sinistra Studentesca Universitaria ha organizzato oggi poomeriggio un sit-in di protesta di oggi sotto i Portici del grano: a partire dalle ore 16,30 ,in concomitanza con lo svolgimento del consiglio comunale.
A scendere in campo oltre ai tanti ragazzi, non solo il portavoce del coordinamento di Sinistra Universitaria Francesco De Vanna ma anche il consigliere del Pd Matteo Caselli, il quale ha appoggiato pienamente la protesta.
“Dopo la nostra denuncia sulla mancata realizzazione dei progetti a favore degli studenti universitari l’amministrazione si è trincerata in un silenzio imbarazzante e poco trasparente - si legge in una lettera scritta dai ragazzi dell’associazione -
Vogliamo sapere con precisione come sono stati utilizzati i fondi stanziati dal Dipartimento per le Politiche Giovanili (circa 400 mila euro!), quali sono i progetti portati a termine e quali quelli ancora in fase di realizzazione. In particolare vogliamo sapere che fine hanno fatto i 300 contratti di locazione garantiti, i 200 alloggi in case popolari, la student-card, la cabina di regia sulle politche giovanili.
Vogliamo sapere dall’amministrazione se davvero ritiene ragionevole mettere nello stesso luogo (centri di agggregazione) studenti universitari che vogliono studiare ed adolescenti che, al contrario, vogliono giustamente giocare e divertirsi. Se il sindaco e l’assessore competente ritengono di sì, ci facciano sapere quali sono gli orari delle aule studio allestite in questi centri di aggregazione, ammesso che ci siano, perché ad oggi nessuno studente ne usufruisce!
Ne approfittiamo per ricordare all’amministrazione comunale che i diritti degli studenti non hanno colore politico e soprattutto che la vocazione universitaria di Parma deve essere valorizzata e non svilita. Il comportamento assunto dalla giunta in questi mesi, in assenza di risposte chiare e concrete, ci fa pensare ad una politica del “prendi i soldi e scappa”, politica alla quale noi vogliamo opporre le nostre domande e i nostri diritti. Per questo nei giorni scorsi la nostra “mobilitazione” è stata all’insegna della frase “C’è chi dice NO!”.


Comunicato Stampa:
Vendita dei beni confiscati da parte del governo
«Con l’emendamento votato ieri, 13/11/09, al Senato, che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l’impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull’uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettività». Lo afferma il fondatore del gruppo Abele e presidente di Libera don Luigi Ciotti.
«Il divieto di vendere questi beni è un principio che non può e non deve, salvo eccezioni, essere messo in discussione - prosegue Ciotti -.
Libera Parma, fa sue le parole di don Ciotti e ribadisce con estrema fermezza che:
il provvedimento approvato oggi al Senato indebolisce la lotta alle mafie in quanto genera uno stravolgimento inaccettabile di quanto previsto dalla legge 646 del 1982 – Legge Rognoni – La Torre, pagata con la vita da Pio La Torre – e del principio di utilizzo sociale dei beni sottratti alla criminalità organizzata previsto dalla legge 109/96.
La legge 109/96 è stata la prima legge di iniziativa popolare contro le mafie, votata dal Parlamento all’unanimità, sostenuta dalla raccolta di un milione di firme di cittadini a suo tempo curata dall’Associazione Libera.
«Confiscare i beni ai mafiosi presenti su tutto il territorio nazionale, utilizzarli per finalità di carattere sociale è fondamentale se si vuol portare avanti una seria e concreta lotta alle mafie da parte di uno Stato credibile e autorevole. In Emilia Romagna i beni confiscati sono 64, di cui 2 a Salsomaggiore, già assegnati. E sono il segnale tangibile di come i tentativi di infiltrazione mafiosa possono trasformarsi nel radicamento delle organizzazioni criminali, anche nei così detti luoghi tranquilli. Lo strumento della confisca è fondamentale perché si sottrae quella ricchezza illecita e quel consenso sociale che sono due pilastri portanti della forza e della prepotenza mafiosa – afferma Giuseppe La Pietra, referente di Libera Parma -. L’uso sociale dei beni confiscati è uno strumento formidabile di grande valore e impatto simbolico – conclude La Pietra-, utile sia per costruire un tessuto sociale e istituzionale capace di riconoscere realmente i diritti dei cittadini, liberandoli dall’oppressione mafiosa, sia per porre le basi di uno sviluppo economico legale concreto, come testimonia il lavoro delle Cooperative sociali del circuito Libera – Terra».
«La vendita dei beni confiscati alle cosche, così come prevista dal provvedimento approvato oggi al Senato, non garantisce pienamente che ad impossessarsene non saranno più i mafiosi. È notorio, infatti, come da tempo queste organizzazioni criminali, dotate di ingenti risorse finanziarie, si avvalgano di prestanome incensurati per infiltrarsi nel tessuto economico – produttivo - finanziario legale: questo non solo nel Mezzogiorno ma a livello nazionale. – È quanto asserisce Alessia Frangipane, co-referente di Libera Parma - .
«In tema di beni confiscati è necessaria la costituzione di un’apposita Agenzia nazionale che si occupi in modo specifico della materia, riducendo sensibilmente i tempi che intercorrono tra la fase di sequestro, confisca, assegnazione e destinazione dei beni, favorendone il loro uso sociale, così come dichiarato anche nel Manifesto finale di Contromafie 2009, iniziativa in cui anche Libera Parma ha fornito il suo contributo - conclude la Frangipane ».
LIBERA PARMA si dichiara contraria alla scelta legislativa approvata oggi dal Senato. Chiede che nel passaggio alla Camera dei deputati, l’emendamento, facilmente traducibile in un ulteriore “regalo” alle mafie, venga pienamente abolito!
Affinché questo si realizzi LIBERA PARMA si mobiliterà pubblicamente nelle forme e nelle sedi che riterrà più opportune.
Giuseppe La Pietra e Alessia Frangipane, referenti di Libera Parma


Ecco le imbarazzanti dichiarazioni del giovane consigliere comunale:

A noi sembra, invece, che l’Amministrazione Comunale dei nostri problemi non ne voglia proprio sapere!
Ecco la nostra risposta:
“Dopo oltre 24 ore di silenzio assoluto finalmente qualcuno si è degnato di risponderci!
L’ardua impresa è toccata al buon consigliere Agoletti, che vestiti i panni di un severo precettore inglese del 600, ha dato lezione agli universitari sulla materia amministrativa!
Noi, sommessamente, proviamo a ribadire le nostre posizioni, nella speranza che questa volta Agoletti, oltre a leggere, riesca anche a capire.
Andiamo con ordine. Innanzitutto il fatto che sia stata stipulata una convenzione tra l’amministrazione ed Acer non significa assolutamente che il progetto sia partito. Il consigliere Agoletti non sa, o fa finta di non sapere, che il consiglio degli studenti è stato coinvolto per acquisire un parere sui progetti del bando Anci-Pogas e non per dare informazioni sulle modalità d’accesso ai servizi. Si trattava quindi di un passaggio di consultazione da inquadrare nella fase preliminare dei progetti e non della fase di comunicazione.
Concordiamo con Agoletti quando sostiene che la copertura esiste: ma questa è davvero l’unica cosa di cui non dubitavamo! Trattandosi di un finanziamento statale i soldi ci sono per forza! E’ sull’utilizzo che noi vogliamo vederci chiaro!
Infatti nulla ci dice il buon consigliere Agoletti sugli alloggi da assegnare agli studenti all’interno di case popolari: eppure anche questo è uno dei progetti previsti dall’amministrazione e per i quali si è aggiudicata i finanziamenti! Attendiamo risposte (plausibili), please!
Cosa c’entra Infomobility con gli sconti e le agevolazioni di cui dovrebbero godere gli studenti, questo poi davvero non si è proprio capito! Sappiamo già (e lo avevamo anche scritto nel comunicato) che Infomobility ha previsto degli sconti sul bike e sul car-sharing…ma tutti gli altri servizi di cui si parla nel bando? Che fine hanno fatto? L’amministrazione ha provveduto a stipulare degli accordi con gli esercenti così come si era impegnata a fare? A noi sembra proprio di no!
Sulle aule-studio abbiamo già detto e ribadito, anche in sede di consiglio studentesco, che non condividiamo assolutamente l’idea di “aggregare” in un unico spazio un ragazzino di 14 anni ed uno studente di 23, soprattutto se l’uno vuole giustamente divertirsi e l’altro invece vuole studiare…ma se il consigliere Agoletti su questo punto vuole farci dono di un qualche trattatello di pedagogia casereccia ben venga!
Ricordiamo al giovane consigliere Agoletti che, essendo stato lui universitario fino a pochissimi anni fa e non essendo comunque ancora ordinario di diritto amministrativo, farebbe bene a sintonizzarsi più serenamente con le problematiche degli studenti di Parma e a dare meno “lezioni”! Capisco l’imbarazzo per l’enorme ritardo con cui l’amministrazione sta realizzando i progetti che si era prefissata, ma con gli universitari gli specchi per le allodole non funzionano!”