Pubblicate le graduatorie provvisorie per la borsa di studio

Sul sito di Er.Go sono pubblicate le graduatorie provvisorie per le borse di studio a.a. 2009/2010 in favore degli studenti iscritti all’ Università di Parma.

Per ogni tipo di informazione relativa al bando gli studenti possono fare riferimento, oltre che al sito, anche al call center: 051-6436900.

Se evidenziate qualche problema, se volete segnalarci qualche scorrettezza o qualcosa che non condividete circa l’azienda per il diritto allo studio Er.Go, scriveteci a unileft@gmail.com o lasciateci un commento.

Naturalmente, auguriamo a tutti gli “aspiranti borsisti” che siano idonei!

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L’ex presidente della Corte Zagebelski ha spiegato ai giuristi di Parma il NO del Lodo Alfano.

[...] L’intervento di Zagrebelski, che fra l’altro quest’anno ha ricevuto il premio Calamandrei, è stato veramente interessante e molto chiaro anche a chi non ha mai sentito parlare di Giurisprudenza, ma tra gli aspetti più interessanti ci sono stati i rimandi all’attualità, ovvero alla bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale. E così ho scoperto che i giudici non sono dei parrucconi, come in questi giorni qualcuno vorrebbe farci credere. Zagrebelski ha spiegato perché ora i fedelissimi del presidente del consiglio, questo lo dico io, affermano in tv che la Corte ha smentito sé stessa. Ma partiamo dal principio.
La motivazione che ha spinto a scrivere questa legge sarebbe il principio di serenità delle 4 più alte cariche dello Stato, che nel momento in cui governano, dovrebbero non avere preoccupazioni che li rendano preoccupati senza consentirgli di svolgere un compito così importante con serenità. Zagrebelski ha spiegato ”Nel 2004 la Corte aveva dichiarato incostituzionale il Lodo Schifani, perché violava il principio di uguaglianza sancito nell’articolo 3 della Costituzione, lasciando impregiudicato l’articolo 138 della Carta Costituzionale, che contempla il procedimento di revisione della Costituzione”, così a questo giro si è pensato di riscrivere una legge nuova, la Legge Alfano – perché lo chiamano Lodo non è dato sapere – tenendo conto delle obbiezioni sollevate dalla Corte Costituzionale nel 2004. La bocciatura da parte della Corte dell’ultima Legge conteneva questo significato: “Il principio della serenità sollevato è un principio apprezzabile, che può essere tutelato, ma in armonia con i principi dello Stato, quindi se noi vogliamo modificare questi principi, come quello di uguaglianza occorre una Legge di modifica costituzionale, secondo l’articolo138, e non una Legge ordinaria, come invece è stato fatto in questo caso”. DSCF5735

Insomma perché le 4 maggiori cariche dello Stato non debbano subire processi durante il loro governo è necessaria una procedura molto più complicata e condivisa, che una semplice Legge ordinaria “Il Lodo Alfano a seguito il procedimento ordinario a suo rischio” ha affermato Zagrebelski e io aggiungo loro pensano alla serenità dei govrrnanti, ma chi ci pensa a quella dei governati?
L’ex presidente della Corte Costituzionale ha anche commentato le accuse rivolte al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, secondo le quali un membro del suo entourage avrebbe collaborato alla stesura del famoso Lodo e che il presidente avrebbe dato la sua approvazione: “In un paese sviluppato e democratico, certe cose non accadono”.
Ci sarebbero tante altre cose interessanti da raccontare in questo articolo, perché Zagebelski ha spiegato veramente bene le dinamiche che regolano la democrazia ai più giovani, ma magari preparerò delle torte di Costituzione di Gustavo Zagrebelski, le pillole sarebbero troppo riduttive. Quello che ho imparato è questo: prima di scrivere o parlare in tv, le persone dovrebbero informarsi su quello che stanno dicendo. Alla fine di questo pezzo non mi sento più farabutta di prima, perché tutto è stato spiegato cosi bene dal giurista, che invece mi ha fatto sentire in grado di comprendere le cose che ci accadono intorno.

http://universita-parma.blogautore.repubblica.it/2009/10/13/il-no-a-lodo-alfano-le-motivazioni-spiegate-da-zagrebelski/

E SI’,  PERCHE’ LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI!

COME LODO!

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Maria STAR sbaglia ancora: forse le han dato il ministero sbagliato…

Scuola, il Tar boccia la Gelmini e dà ragione ai precari

Entro un mese, il ministero dell’Istruzione dovrà inserire “a pettine” (sulla base del punteggio ottenuto) nelle graduatorie provinciali un centinaio di insegnanti supplenti. Lo ha deciso il Tar del Lazio accogliendo una richiesta dell’Associazione nazionale insegnanti ed educatori in formazione (Anief) e da circa 70 insegnanti.

Trascorso questo periodo senza che sia realizzato quanto stabilito, i giudici hanno già nominato un commissario, il dirigente generale della Funzione pubblica Luciano Cannerozzi, che dovrà realizzare quanto deciso.

I ricorrenti, tutti insegnanti-supplenti Anief, si dolevano del fatto che erano stati inseriti “in coda”, anzichè rispettando il proprio punteggio, nell’aggiornamento delle graduatorie fatto dal ministero.

La questione non finisce qui; sono in fase di definizione (si attende la calendarizzazione delle udienze) numerosi altri ricorsi proposti.

La III sezione bis del Tar, presieduta da Evasio Speranza, ha accolto la richiesta dell’associazione, dando esecuzione all’ordinanza con la quale il 5 giugno scorso aveva sospeso la parte del decreto ministeriale che, integrando e aggiornando le graduatorie, aveva tra l’altro stabilito che il personale che aveva indicato nella richiesta di iscrizione «ulteriori tre province in cui figurare in graduatoria per il biennio 2009-2011», sarebbe stato «collocato in posizione subordinata (in coda) al personale incluso in III fascia, nel rispetto della fascia in cui è inserito, con il punteggio e tutte le altre situazioni personali conseguiti nella provincia di appartenenza».

Il Tar, considerando “fondata” la richiesta di esecuzione della sua precedenza ordinanza, ha assegnato «30 giorni entro il quale l’amministrazione soccombente dovrà dare puntuale esecuzione all’ordinanza medesima mediante istruzioni agli uffici scolastici periferici di disporre l’inserimento ‘a pettinè dei ricorrenti nelle graduatorie provinciali, inserendoli nella fascia d’appartenenza e con il punteggio acquisito e aggiornato nella graduatoria provinciale di attuale iscrizione».

In caso di non ottemperanza, sarà il dirigente generale della Funzione pubblica a provvedere «in via sostituiva ad adempiere al dictum giudiziale».

fonte: .www.unità.it

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