“La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che
Risultati elezioni CNSU a PARMA
CONSIGLIO NAZIONALE DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI
RISULTATI UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PARMA
L e singole LISTE hanno ottenuto il numero di voti seguenti:
LISTA N.1 - UNIONE DEGLI UNIVERSITARI – LISTE DI
SINISTRA – LISTE DEMOCRATICHE N. 1082
LISTA N.2 – AZIONE UNIVERSITARIA - STUDENTI
PER LE LIBERTA’ N. 113
LISTA N.3 – STUDENT OFFICE – ATENEO STUDENTI N. 670
PREFERENZE OTTENUTE DAI SINGOLI CANDIDATI:
Le preferenze della lista n° 1 sono così riportate:
COTICHELLI Carlo voti n. 9
SCUCCIMARRA Gianluca detto SCUCCI voti n. 710
DE PASQUALE Domenico voti n. 10
ALBANESE Marco voti n. 0
D’AMICO Alessandro voti n. 5
GUSELLA Mattia detto GUS voti n. 2
TOMASSONI Franco voti n. 0
LIPPO Enrico voti n. 95
VECCHIETTI Mauro voti n. 5
Facciamo i complimenti e auguriamo un buon lavoro ai tre eletti della nostra lista.
IL CINEMA OLTRE LE DIFFERENZE…CON SSU E’ GRATIS!
Anche quest’anno parte il cineforum di Sinistra Studentesca Universitaria!
Il tema che abbiamo scelto di affrontare nei due appuntamenti al D’Azeglio è quello dell’ INTEGRAZIONE, dal momento che, sempre più spesso, ci troviamo a far fronte a situazioni di anomia, in cui ogni regola morale scompare e la diversità cessa di essere un valore da coltivare, lasciando il posto a discriminazioni e ineguaglianze.
Noi siamo dell’idea che la partecipazione degli studenti stranieri alla vita politica e sociale del nostro territorio vada incentivata e che bisogna lavorare per rimuovere ogni tipo di ostacolo alla loro inclusione nel tessuto sociale.
I film che abbiamo scelto sono “INVICTUS” ( il 15 aprile) e ” LA GIUSTA DISTANZA”( 20 maggio), entrambi al Cinema D’Azeglio.
La proiezione è GRATUITA per gli studenti dell’Università di Parma cui sarà richiesto all’ingresso il libretto universitario.
VI ASPETTIAMO COME SEMPRE IN TANTI!
REPORT CDF GIURISPRUDENZA 10/03/2010
Cari Ragazzi,
vi scriviamo per informarvi sull’evolversi della situazione circa la possibilità di aggiungere una sessione di laurea ad aprile-come vi è stato comunicato in questi giorni via e-mail.
Ci sono pervenute 12 vostre richieste che, oggi, abbiamo portato in Consiglio di Facoltà. La Preside, unitamente al Consiglio unanime, hanno accolto la nostra proposta: la sessione di laurea sarà dal 26 al 28 aprile p.v.
Per quest’anno sarà una sessione straordinaria; dal prossimo, vedremo di istituzionalizzarla o, comunque, di riguardare in toto e attentamente il calendario accademico così da evitare disguidi e cercare di ottimizzare le esigenze di tutti.
I rappresentanti
Piera, Carlotta, Mirko, Francesco
CI SIAMO ANCHE NOI (tutt’altro che la festa della donna)
Parlando dell’otto marzo stiamo scegliendo di correre il rischio di essere annoverate nella “volgar schiera” di tutte quelle persone che celebrano la Donna in una data in cui l’essenziale è rappresentato da elenchi di ristoranti e discoteche nei quali si sceglie di festeggiare l’evento con cene e spogliarellisti vari, dimenticando o ignorando del tutto il classico perché delle cose.Al di là dei controversi accadimenti storici che hanno istituito questa celebrazione, la natura di questo evento deve assumere particolare rilievo in un tempo in cui ci fanno credere di aver raggiunto il culmine dell’uguaglianza dei diritti tra l’uomo e la donna. Uguaglianza e diritti apparenti, che la società italiana legifera e conferma, ma che non ci convincono e sottraggono dal chiederci cosa ancora manca e cosa realmente ci serve.
Ecco, quello che non c’è è tanto grave quanto semplice: l’applicazione pragmatica di ciò che si proclama, un progetto che tenga conto dei cambiamenti che la legge, nel corso degli anni, ha imposto e che sappia cancellare i preconcetti che da sempre esistono e sono duri a morire; che sappia prendere in considerazione la donna come persona, come protagonista della società e partecipe della comunità secondo i modelli ampiamente superati dalle proposte della società civile.
La “ Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina” proclamata dall’Assemblea nazionale Costituente nell’agosto del 1789 che denuncia la mancanza di libertà delle donne e chiede il riconoscimento di una serie di garanzie ed opportunità che rendano effettivi i principi della Rivoluzione anche per loro, è rimasto un testo scritto nel pieno della Rivoluzione Francese che mai nessuno ha preso in considerazione sin dall’inizio. La storia, gli eventi, la realtà odierna ci sottopongono continuamente a scenari in cui nulla è cambiato da allora e che noi donne facciamo finta di non vedere.
La battaglia dell’otto marzo deve essere quella di chiedere una svolta a chi decide di continuare a ignorare, a non ascoltare e a non vedere che nella società mondiale, europea e italiana, se considerate, veniamo sempre al secondo posto.
Donne, è a voi che dedichiamo queste righe: non rassegniamoci all’idea di essere riverite, amate, considerate per un giorno solo: non siamo le principesse delle favole che, il giorno dopo, perdono le scarpette, il principe e gli abiti regali. Non solo oggi, ma tutti i giorni della nostra vita dobbiamo ancora pensare che tutto quello che facciamo con costanza e puntualità sia rispettato e riconosciuto; dobbiamo smetterla di credere che, se da piccole abbiamo giocato con le bambole, le pentole e la cucina, dobbiamo continuare a farlo per sempre e possiamo fare solo quello; non dobbiamo credere più al principe azzurro cui dovevamo concederci e restare sottomesse per la vita; dobbiamo finirla di rimanere indignate davanti ad uno stupro letto sui giornali e non capire che siamo continuamente vittime di giochi sporchi.
Soprattutto a voi diciamo che non esiste la festa della donna: esiste una celebrazione, una battaglia per opporsi alla più grande costruzione sociale mai esistita, per ribellarci ad una violenza che non conosce confini, ad una realtà vergognosa in un Paese che si dichiara civile, ma che vede la Donna sorda, muta e cieca davanti al mondo.






